Ghilarza
Natale: Dio vuole nascere nel cuore
Indice
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Editoriale di
don Salvatore |
5 |
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Vita
parrocchiale |
8 |
Prime Comunioni 11 giugno
2006
di
Le catechiste |
8 |
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Ordinazione
Presbiterale Don Nicola Pinna di
Don Nicola Pinna |
10 |
W L’
Oratorio!!!!!
di
Gli animatori |
12 |
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LA
FESTA DI SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO. Dal 1919 presenza costante
dell’Ordine nella nostra comunità di
Suor Rosanna |
13 |
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Le
suore del Cottolengo, da sempre nel cuore dei
ghilarzesi di
Olga Sias |
14 |
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“ad
Petri sedem”:una
rappresentanza della nostra parrocchia in pellegrinaggio a
Roma di
Raffaele Pinna |
17 |
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Celebrazione
Virgo Fidelis di
Capitano Fabio Rosario di Martino |
18 |
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Santa
Barbara: I vigili del fuoco festeggiano la loro patrona di
Antonio Piras |
19 |
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In
occasione dei centotrentanni della parrocchia B.M.V.I di
Ghilarza Di
Giuliana Porcu |
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Correva
l’anno 1877…….. di
Roberto Manca |
21 |
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8
dicembre, solennità della Beata Vergine Immacolata: il novello arcivescovo
Mons. Ignazio Sanna in visita nella nostra comunità di
Serafino Corrias |
24 |
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Vita
Diocesana |
25 |
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Ordinazione
episcopale Mons. Ignazio Sanna di
Don Nicola Pinna |
25 |
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Gruppi
e attività
parrocchiali |
27 |
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La
fraternità Francescana il
gruppo della fraternità francescana |
27 |
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Caritas
Parrocchiale: vita parrocchiale nella carità Della
Caritas |
28 |
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Ci
scrivono |
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Padre
Nicola Masi (Brasile) |
31 |
|
Padre
Domenico Agus (Bampong) |
32 |
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Vita
paesana |
33 |
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Mese
della cultura 2006: “Si può fare ancora cultura?”. Alcune
considerazioni Di
Chiara Usai |
33 |
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Gramsci
e Ghilarza: un appassionante viaggio nel rapporto tra il pensatore e la
nostra comunità Di
Augusta Miscali |
33 |
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La casa di
Riposo “A. Licheri”: una famiglia che cresce ogni
giorno di
Le educatrici |
36 |
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Buon Compleanno
gruppo Onnigaza ! Un percorso tra storia e musica ripercorre i trent’anni
di vita dell’associazione di
Marinella Marras |
38 |
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Le
ACLI e il progetto SAX-P: il multimediale veicolo di promozione umana e
sociale di
Roberto Manca |
40 |
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Sport:
2006 un anno da incorniciare di
Serafino Corrias |
42 |
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L’angolo
dei poeti Giovanni
Antioco Mura |
42 |
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Bacheca
Parrocchiale: avvisi e precisazioni |
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Sono
rinati col battesimo |
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Si
son detti sì |
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Sono
tornati alla casa del Padre |
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I
conti in tasca |
|
Editoriale
NATALE: DIO VUOLE NASCERE NEL CUORE
«Mentre
un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo
corso, la tua parola onnipotente scese dal cielo, dal tuo trono regale»
(Sap 18,14s.).
Nella
notte, il silenzio che sembra avvolgere tutte le cose, una luce tenue, appena
percettibile che esce da una capanna, e stelle tremule che scrutano la terra
arida di Betlemme…una notte come tutte le altre, a Betlemme.
Eppure
una notte unica, notte del miracolo. Notte della visita di Dio
all’umanità…inconsapevole.
Mi veniva
da pensare, una di queste sere che precedono il Natale, vedendo le strade
illuminate e gli addobbi natalizi, poveri e semplici da noi, sfarzosi e
provocanti nelle grandi città, al rituale
sovvertimento dei segni e forse anche dei valori. Sembra quasi che gli
uomini facciano di tutto per mascherare il buio che spesso si portano dentro con
luci esteriori che servono principalmente ad attirate clienti per gli acquisti
natalizi e che quando le strade sono deserte danno un senso di spreco e di
malinconia.
E poi il
chiasso, un chiasso fastidioso, onnipresente, fuori e dentro le nostre
case…sembra quasi che abbiamo paura di restare soli con noi stessi, che il
silenzio ci faccia paura.
Eppure le
luci del commercio e il frastuono festereccio che accompagnano queste giornate
vigiliari stridono fortemente con il placido e povero silenzio del Natale.
Perché
Natale è Dio che, dopo aver percorso le strade del tempo e della storia ora
viene, appunto nel silenzio e nella semplice e austera povertà di una capanna a
Betlemme.
E’ Dio
che vuole attraversare i sentieri del nostro cuore per rivelarsi nella fragilità di un
Bambino e per rivelare noi a noi stessi.
Ma noi
abbiamo paura di…”camminarci dentro”, di percorrere i sentieri della coscienza,
di scrutare i sentimenti del cuore dove nascono i sogni, dove elaboriamo
progetti, desideri, speranze.
Quando
cadono le maschere ciascuno appare per quello che è: e ci scopriamo poveri di
relazioni autentiche e di sentimenti veri; nudi di amore; assetati di ideali e
di gioia vera, inquieti perché ci siamo persi nei meandri della superficialità,
della banalità, dei nostri meschini interessi personali.
Ecco
perché preferiamo percorrere strade agevoli che si snodano non dentro, ma solo
attorno o fuori di noi: le strade della nostra convenienza, del nostro
tornaconto, della comodità e del piacere. Sono strade che attirano e che
richiedono meno fatica. Sono le strade della frivolezza che portano spesso a
manifestazioni e comportamenti poco civili e poco rispettosi degli altri, delle
cose e della natura. Salvo poi a Natale lasciarci trasportare da ricordi
d’infanzia, da sentimentalismi vuoti, da nenie sdolcinate. Diciamo che a Natale
bisogna essere tutti buoni; sembra obbligata, a Natale, la cantilena del
buonismo che ci serve come antidoto ai nostri natali festaioli e
consumisti…
Facciamo
chiasso e ci droghiamo di luci ingannevoli e di acquisti inutili e superflui, e
le nostre mangiatoie sono piene dei nostri egoismi. Non vi è posto per l'amore,
per l'ospitalità, per quegli ultimi ai quali il Bambino Gesù per primo si è
rivelato…
Sgombera,
Gesù, la nostra vita da quanto ci appesantisce, da ciò che ci impedisce di
essere liberi.
Dacci una
vita sobria, semplice, fatta di cose essenziali ed
importanti.
Liberaci
da ciò che ci impedisce di librare le ali dell'amore, di allargare le fasce
della nostra umanità e carità perché finalmente ci sia posto per te…avendolo per
gli altri, per ogni uomo.
O
Signore
nato a
Betlemme
tra
quattro mura
stupefatte
di silenzio
Inonda
della tua luce
le strade
del nostro cuore,
dacci il
coraggio di percorrere
i
sentieri nascosti della coscienza.
Bambino
di Betlemme
nasci
anche nella nostra notte
nelle
nostre confusioni e nelle nostre illusioni,
nei
nostri dubbi e nei nostri errori.
Prendici
per mano
aiutaci a
immergere il nostro spirito
nell’immensità
dei tuoi pensieri.
Allora
anche la
nostra notte “sarà chiara come il giorno”
illuminata
dalla tua gioia senza tempo.
Perché la
stella della notte santa,
la vera
stella di Natale
sei
Tu.
Dio che
nasci nel silenzio della notte
tra lo
stupore delle stelle
e
l’indifferenza degli uomini
Dio che
ti nascondi, Dio che non sembri Dio,
noi ti
adoriamo.
Don
Salvatore
A tutti
voi, carissimi, gli auguri più cordiali di Buon Natale.
Che il
Bambino Gesù possa nascere nel cuore di tutti voi e vi faccia scoprire quanto è
dolce il sorriso di Dio.
Don
Salvatore, don Sanna e don Nicola
Vita
parrocchiale
Prime
Comunioni 11 giugno 2006
Undici giugno: una tappa importante
nella nostra vita!
“ tu ci
chiami alla festa di una grande
amicizia… sei l’ Amico migliore che vogliamo seguire…”
Si’, Gesu’, ora che ho ricevuto il
tuo CORPO e il tuo SANGUE sono felice e so che Tu sei e sarai per sempre mio
AMICO!
Oggi 46 bambini della nostra
Parrocchia, hanno ricevuto per la prima volta Gesù nell’ Eucaristia. La gioia è
stata grande e grande la commozione da parte dei bambini, dei Genitori,
catechisti, suore, parenti e amici tutti.
I veri protagonisti della solenne
celebrazione Eucaristica sono stati i Bambini, che con il loro canto,
accompagnato all’ organo dal Prof. Mario Caddeo al quale diciamo il nostro
grazie, hanno animato e reso ancor più gioiosi i vari momenti della MESSA.
Impegniamoci a ricordare sempre,
soprattutto nella preghiera questi Bambini, perché, con
l’ aiuto delle loro famiglie, della
Comunità parrocchiale e della scuola possano crescere nella conoscenza e nell’ amore di GESU’, loro migliore Amico, e nella
Fede.
Questi i loro
nomi:
|
Boni
Greta Caddeo
Enrico Deplano
Diletta Flore
Chiara Flore
Silvia Licheri
Chiara Licheri
Giulia Manca
Dalila Manca
Fabio Manca
Jessica Manghino
Claudia Mascia
Martina |
Oggiano
Mattia Pronestì
Giada Tatti Marco Mele
Giovanni Cadevano
Angela Cidu
Giuseppe Corrias
Enrico Desogus
Alessia Ferreri
M. Cristina Laconi
Andrea Manca
Michela Mele
Alessia |
Meloni
Roberta Piras
Alice Porcu
Gabriele Porcu
Laura Selis
Gianmarco
Serra
Angela Tagliaferro
Antonio Agus
Benedetta Colombo
Danilo Diana
Davide Fadda
Andrea |
Latte
Daniela Ligas
Ilaria Manca
Giulia Massidda Luana Podda
Giovanna Onida
Eleonora Pinna
Nicola Piras
Martina Porcu
Daniele Sale
Camilla Tazrout
Mounir |
E questo è il loro impegno:
“Vogliamo
annunciare Al mondo intero Che abbiamo trovato un amico sincero.L’ abbiamo incontrato, è stato
con noi:la pace e la gioia ci ha messo nel cuor.
Vogliamo
annunciare a tutti il suo nome e dire che è grande Davvero il suo Amor. E’ il
figlio di DIO,Gesù Salvatore.
”
(dal canto finale di questa bellissima
giornata)
Il nostro
più grande ringraziamento va a GESU’ nell’ Eucaristia per averci dato la gioia
di partecipare a questa bellissima celebrazione, momento forte nel cammino
spirituale di questi bambini.
Un
profondo grazie al Parroco don Salvatore Marongiu, alle Suore.
Le
catechiste, M. Rimedia Manca, Francesca Oppo, Sara Latte, Sr Rita, Suor
Giovanna, Lucia Porcu, Lalla Calamida, Barbara Marongiu, Francesca
Serrau.
Vita
parrocchiale
Ordinazione
Presbiterale Don Nicola Pinna
Nel
pomeriggio di mercoledì 28 giugno, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, nella
chiesa cattedrale ho ricevuto l’ordinazione presbiterale. L’Arcivescovo,
impossibilitato ad ordinarmi personalmente, a causa dell’imposizione del pallio
da parte di Sua Santità ai nuovi metropoliti, ha delegato per questo Mons. Pier
Giuliano Tiddia, Arcivescovo emerito di Oristano.
Con Mons.
Tiddia hanno concelebrato Mons. Mario Carrus, Delegato Arcivescovile; Mons.
Salvatore Marongiu; Mons. Giuseppe Sanna, Rettore del Seminario; Mons. Giuseppe
Antonio Siddu, Direttore Spirituale; Padre Giuseppe Marrocu, padre spirituale
nel Seminario Regionale di Cagliari; Padre Domenico Acquaro, mio padre
spirituale; Mons. Francesco Manca; Mons. Italo Schirra; don Giuseppe Cogotzi e
molti parroci. Alla cerimonia hanno assistito centinaia di fedeli che gremivano
la cattedrale. Tra le autorità erano presenti il sig. sindaco e l’assessore
provinciale, Serafino Corrias.
“Gesù, ha
detto Mons. Tiddia nell’omelia, si è
voluto condizionare a quanti lo hanno accolto nell’invito per una chiamata
impegnativa e totale, consegnandosi nelle mani di quanti ha chiamato al
sacerdozio. Da loro attende la fede che si affida; e insieme li esorta a
riconoscere la propria debolezza, per così vivere la misericordia di
Dio”.
Sabato 1
luglio, invece, nella chiesa parrocchiale ho celebrato la prima messa solenne.
Tutto il paese è in festa, tutta la popolazione si è mobilitata. Il sindaco con
l’amministrazione comunale, si è occupato della manifestazione esterna e delle
spese necessarie. Il Parroco ha provveduto alla preparazione spirituale dei
fedeli invitando alcuni sacerdoti ghilarzesi a tenere delle prediche nelle sere
del 26, 27 e 30. La chiesa era gremita. Nei primi banchi hanno preso posto i
miei genitori, mia sorella e i parenti. Con me hanno concelebrato S.E. Mons.
Mario Roberto Cassari; Mons. Salvatore Marongiu; Mons. Giuseppe Sanna; don
Giuseppe Cogotzi; Padre Emanuele Manca; don Mario Cuscusa; don Alessandro Fadda,
Presidente del Tribunale Ecclesiastico Regionale; don Tonino Carboni, Parroco di
Aidomaggiore e Domusnovas Canales; don Stefano Ruiu, Vicario Parrocchiale di
Sedilo. Tra le autorità erano presenti il sig. sindaco e l’assessore
provinciale, Serafino Corrias. Dopo il Vangelo, Mons. Sanna ha tenuto l’omelia.
Cantato il Sanctus, nel sacro silenzio, ho pronunciato sul pane e sul vino, le
parole di Gesù: “Questo è il mio Corpo…Questo è il calice del mio Sangue, sparso
per voi…” Ho alzato al cielo l’Ostia consacrata, il Calice santo, il Corpo del
Signore Gesù, la Vittima divina del Calvario, per la gloria del
Padre…
Al
termine della Messa, hanno parlato mia sorella, il sig. sindaco, S.E. Mons.
Cassari, Mons. Parroco e infine, io ho tenuto un breve discorso. Alla fine c’è
stato il tradizionale bacio delle mani consacrate e gli auguri da parte di tutti
i presenti mentre si distribuiva l’immagine–ricordo dell’ordinazione.
La festa
passa in fretta, ed è necessario mettersi subito a lavoro. A questo scopo il 31
luglio, l’Arcivescovo mi ha nominato Collaboratore Parrocchiale nelle Parrocchie
della nostra Forania e Animatore nel Seminario Diocesano, dove cerco di
impegnarmi più che nel “fare” tante cose a vivere la mia testimonianza
sacerdotale, cosa non semplice ma fondamentale.
Vorrei
esprimere alcuni sentimenti di gratitudine. Anzitutto a Dio, per il dono della
vita, della fede, del sacerdozio. Gratitudine, poi, a Mons. Arcivescovo per la
paternità spirituale e la fiducia accordatami; a Mons. Pier Giuliano Tiddia, per
avermi conferito l’ordinazione. Gratitudine alla mia famiglia e alla parrocchia,
dove ho sentito la vicinanza del Signore, e ho maturato la decisione di seguirlo
nel ministero sacerdotale. Gratitudine ai superiori, gli educatori, i formatori
del Seminario Arcivescovile di Oristano e del Seminario Regionale di Cagliari e
ai confratelli nel sacerdozio con i quali ho condiviso gli anni della
formazione.
Don
Nicola Pinna
Vita
parrocchiale
W L’ Oratorio!!!!!
Anche
questo anno nei locali del Cottolengo ha avuto luogo l’ Oratorio
Estivo.
Ottantasette
(87) bambini hanno
rallegrato, con risate e giochi, i mesi di giugno e luglio: per noi Animatori
sono state giornate impegnative e, qualche volta, anche pesanti, ma la gioia dei
nostri ragazzi ci ricompensava di
tutto.
La novità
di questo anno?! “LA FESTA
DELL’ACQUA”
E’
stata una giornata stupenda, ricca
di giochi, non solo acqua e “gavettoni”, ma anche farina, pasta, palloncini e
percorsi a squadre. I bambini sono stati con noi dalle 10,30 alle
19,00.
Schizzi
d’ acqua dappertutto tanto da
trasformare il nostro campetto in una piscina. Anche il pranzo è stato una
novità per alcuni ragazzi, perché felici e contenti potevano assaporare insieme panini e
patatine. La giornata finale è riuscita altrettanto alla grande, nonostante
molti
bambini fossero in ferie con le loro famiglie. La mostra dei lavori è stata
elogiata per i cartelloni e i tavoli che rispecchiavano il paesaggio degli
animali che avevamo scelto come gruppi: pinguini, rane, delfini, volpi e
ricci.
Nonostante
le giornate, a volte pesanti, siamo contenti di esserci impegnati per una causa
così entusiasmante, anche perché, non si sono divertiti soltanto i bambini, ma
anche noi Animatori.
Siamo
altrettanto felici che anche il Comune si sia accorto di questa
bellissima attività estiva, ormai dimenticata da tanta gente; ed è per questo
che ci siamo rimboccati le maniche e siamo riusciti, per il secondo anno, a far
divertire tanti bambini, di questo
un mille grazie anche alle Suore.
Gli
Animatori
Vita
parrocchiale
LA
FESTA DI SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO. Dal 1919 presenza costante dell’Ordine
nella nostra comunità
La festa
di San Giuseppe Cottolengo è una felice occasione per tornare indietro nel tempo
e, scoprire quanto sia stato prezioso il servizio reso alla Comunità Ghilarzese
dalle Religiose del Cottolengo, quale riferimento siano state per generazioni di
donne e di uomini e, per riflettere,sul ruolo che continuano a ricoprire nella
realtà attuale.
Il 16
ottobre 1919 arrivarono a Ghilarza tre Suore del Cottolengo per aprire l’ Asilo
Infantile; il giorno il 17 ottobre, dello stesso anno, ebbe luogo l’ apertura
con la benedizione dell’ Arcivescovo Mons. Piovella. Le Suore furono
provvisoriamente collocate in una casa della Congregazione di Carità e lì
trascorsero alcuni mesi. Monsignor Bernardi e Monsignor Fietta consigliarono la
Signora Rosa Sanna Delogu a donare la sua Casa al Cottolengo per farne un’ Opera
pia.
Il grande
fabbricato fu ceduto alla Piccola e l’ 11 febbraio, festa della Madonna di
Luordes, vi si stabilivano le Suore.
Il 25
marzo 1920 l’ Asilo Infantile veniva annesso all’Istituto S. Antonio; l’
orfanotrofio fu aperto con due suore: Suor Benedetta e Suor Mansueta e 5
Orfanelle. C’ erano però nella Casa quasi solamente le mura, fondi non ce n’
erano, beni stabili neppure, allora si ricorreva al Padre della Piccola Casa P.
Ribero e a Monsignor Bernardi. Nel 1921 si accettarono pure Educande e, le
Suore, aumentarono di 3.
Nel 1922 entrarono nell’ Istituto quali pensionanti le Sorelle Lucia e Maddalena Deligia, lasciando tutti i loro beni all’ Istituto.Il signor Nicolò Corrias fece l’ impianto della luce a sue spese e, aiutò, a pagare la giostra. La Signorina Maria Contini lasciava parte della sua proprietà e i suo risparmi per la decorazione della cappella; altare e bala